Pensioni INPS all'estero: regole, tasse e i 25 Paesi convenzionati
Sì, la pensione italiana si può ricevere ovunque. No, non è automatico né senza tasse. Guida 2026 a trasferimento, accordi bilaterali, totalizzazione e regimi fiscali agevolati.
La pensione INPS si può percepire ovunque nel mondo. Cambiano però le modalità di pagamento, la tassazione e gli adempimenti annuali, in funzione del Paese di residenza e degli accordi bilaterali esistenti. Per i nuovi pensionati che si trasferiscono all'estero, la differenza tra una procedura corretta e una sbagliata può valere migliaia di euro l'anno.
Come si attiva il pagamento all'estero
Servono tre passaggi:
- Iscrizione all'AIRE presso il consolato competente.
- Comunicazione a Citibank (la banca incaricata da INPS dei pagamenti esteri) delle coordinate bancarie locali.
- Restituzione annuale del modulo "esistenza in vita", da firmare davanti a un funzionario consolare o autorità locale riconosciuta.
Il mancato invio del modulo entro la scadenza (di norma a giugno) comporta la sospensione automatica dei pagamenti. È la prima causa di disservizio segnalata dai pensionati all'estero.
La tassazione: dove paghi davvero
La regola generale: la pensione viene tassata nel Paese di residenza fiscale, ai sensi delle convenzioni contro la doppia imposizione. Esistono però due eccezioni rilevanti:
- Pensioni pubbliche (statali, magistrati, dipendenti enti pubblici): in molti casi restano tassate in Italia.
- Pensioni private (FPLD, gestione separata): tassate nel Paese estero di residenza, con applicazione delle aliquote locali.
I regimi agevolati per pensionati italiani
Diversi Paesi UE ed extra-UE offrono flat tax o esenzioni temporanee per attrarre pensionati esteri:
- Portogallo: il regime NHR è stato chiuso ai nuovi iscritti dal 2024, ma resta valido per chi vi ha aderito entro la scadenza.
- Grecia: flat tax 7% per 15 anni sui redditi esteri di nuovi pensionati residenti.
- Cipro: aliquota agevolata 5% sulle pensioni estere oltre i 3.420 euro annui.
- Italia (Sud Italia): per chi rientra, flat tax 7% per 10 anni in comuni del Mezzogiorno sotto i 20.000 abitanti.
Totalizzazione e accordi bilaterali
L'Italia ha accordi bilaterali con oltre 25 Paesi extra-UE (USA, Canada, Argentina, Brasile, Australia, Israele, Tunisia, e molti altri) che consentono la totalizzazione dei contributi: anni di lavoro all'estero possono essere sommati a quelli italiani per maturare la pensione. Per i Paesi UE/SEE/Svizzera la totalizzazione è automatica ai sensi del Regolamento CE 883/2004.
I tre errori da evitare
- Non iscriversi all'AIRE. Senza AIRE, il pagamento estero non si attiva e la doppia imposizione è quasi certa.
- Dimenticare il modulo "esistenza in vita". La sospensione del pagamento si recupera, ma solo dopo settimane o mesi.
- Confondere residenza anagrafica e residenza fiscale. Sono due cose diverse: la prima si ottiene dal consolato, la seconda dal Paese estero. Servono entrambe.