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Consolati italiani sotto organico: la mappa dei tempi di attesa

Mesi per un appuntamento, anni per un passaporto. I dati MAECI 2024-2025 raccontano una rete consolare in crisi strutturale: organici tagliati, digitalizzazione lenta, utenza raddoppiata in dieci anni.

01 maggio 2026

Consolati italiani sotto organico: la mappa dei tempi di attesa

Londra: 8 mesi per il passaporto. Buenos Aires: 14. Berlino: 6. Bruxelles: 5. Sono i tempi medi di attesa rilevati nel 2025 per i servizi consolari di base in alcune delle sedi con la maggiore utenza italiana. I numeri ufficiali del MAECI raccontano una rete che ha smesso di funzionare ben prima del Covid e che oggi sostiene un carico fuori scala.

L'utenza è raddoppiata. Gli organici no.

Gli iscritti AIRE erano 4,1 milioni nel 2014. A inizio 2025 hanno superato i 6,1 milioni. Nello stesso decennio, il personale consolare di ruolo è passato da circa 1.900 a meno di 1.700 unità. Il rapporto cittadini per impiegato è raddoppiato: da 2.150 a oltre 3.600. In alcune sedi sudamericane, supera i 12.000.

Le sedi più in difficoltà

  • Buenos Aires: più di 700.000 iscritti AIRE, 38 dipendenti. Un impiegato ogni 18.000 cittadini.
  • San Paolo: oltre 400.000 iscritti, organico ridotto del 22% rispetto al 2018.
  • Londra: la sede con la crescita più rapida d'Europa, +180% di iscritti dal 2016 al 2024.
  • New York: passaporti consegnati con appuntamenti fino a 11 mesi nel 2024.

La digitalizzazione che non arriva

Il portale Fast It, lanciato nel 2018 per gestire AIRE e atti di stato civile online, copre meno del 30% delle pratiche. La maggior parte dei servizi richiede ancora documenti cartacei spediti per posta. Il fascicolo elettronico del cittadino, annunciato nel 2021, non è mai entrato in funzione.

Cosa si può fare subito

  1. Pubblicazione mensile dei tempi medi per ogni sede, vincolata per legge.
  2. Concorsi straordinari per coprire almeno 400 posti vacanti, già finanziati nella legge di bilancio 2025 ma non banditi.
  3. Rilascio passaporti elettronici presso comuni convenzionati per chi rientra temporaneamente in Italia.

Senza queste tre misure minime, il problema peggiorerà meccanicamente: i flussi continuano a crescere, gli organici no.

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