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Politica Editoriali

Trump riscrive la storia. L’Italia conta i morti

Ci sono frasi che dovrebbero aprire i telegiornali. E invece scivolano via, archiviate come l’ennesima spacconata.Donald Trump ha dichiarato che gli Stati Uniti non hanno mai chiesto nulla agli altri Paesi della NATO. Anzi, ci ha scherzato…

25 gennaio 2026

Trump riscrive la storia. L’Italia conta i morti

Ci sono frasi che dovrebbero aprire i telegiornali. E invece scivolano via, archiviate come l’ennesima spacconata.
Donald Trump ha dichiarato che gli Stati Uniti non hanno mai chiesto nulla agli altri Paesi della NATO. Anzi, ci ha scherzato sopra: gli alleati in seconda fila, il lavoro vero fatto dagli americani.

Fermiamoci un attimo. Non è una battuta. È una falsificazione storica.

L’Italia non è stata una comparsa. Non ha fatto tappezzeria. Ha risposto, sempre e puntualmente, alle richieste americane di “esportare la democrazia” negli ultimi decenni. Possiamo discutere, e dovremmo, se quelle richieste fossero giuste. Spesso non lo erano. Ma qui il punto è un altro: l’Italia ha mandato uomini, non comunicati stampa.

Ha contato i morti.
Nassiriya. Afghanistan. Balcani. Libano. Africa.
Missioni congiunte, decisioni condivise, costi condivisi. Anche quando il prezzo è stato il più alto.

Non è antiamericanismo dirlo. È memoria. E la memoria, in uno Stato serio, non è un optional. Perché quando qualcuno riscrive la storia con leggerezza, cancellando il sangue degli alleati, il problema non è la gaffe: è il silenzio che segue.

E infatti il silenzio è arrivato.
Nessuna replica istituzionale degna di questo nome. Nessuna presa di posizione che dica, semplicemente: no, non è vero. Come se ricordare fosse sconveniente. Come se rivendicare il proprio ruolo fosse una scortesia diplomatica.

La politica italiana dovrebbe fermarsi un secondo e farsi una domanda elementare: chi difende il peso, il ruolo e la dignità dell’Italia?
Non è destra contro sinistra. È Stato contro la smemoratezza. È rispetto contro l’amnesia.

Le parole di Trump non sono solo sbagliate. Sono pericolose, perché normalizzano l’idea che l’Italia “ci sia stata per caso”. Che abbia seguito per inerzia. Che non abbia pagato.

No.
L’Italia c’era. Ha pagato.
E non deve chiedere scusa a nessuno per ricordarlo.

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